Illés Györgyi

12.07.2022

Referente salariale

Raccontaci, da quanto tempo lavori presso l’azienda e in quale posizione hai iniziato?

Sono venuta a lavorare presso la filiale ungherese dell’azienda nell’estate del 1990, come studentessa. L’allora responsabile dello stabilimento mi disse che dopo la laurea, se avessi voluto, mi avrebbero assunta volentieri, e così feci il mio ingresso il 2 settembre 1991. All’inizio ho lavorato come apprendista operatrice di macchina.

Da che tipo di background e di studi arrivavi?

Sono venuta a lavorare qui dopo il diploma di maturità, e qui ho sostenuto gli esami professionali di impiegato della previdenza sociale e di funzionario salariale.

Com’è avvenuta la tua promozione?

Dopo aver lavorato come operatrice di macchine, sono diventata amministratore di stabilimento nel 1996 e da questa posizione sono poi andata in congedo di maternità, che in Ungheria può arrivare fino a 3 anni per ogni bambino. Ho avuto due figlie e, dopo un’assenza di 5 anni, sono tornata a lavorare. Accanto alla posizione di amministratore di stabilimento, ho anche lavorato come assistente nei dipartimenti del lavoro e degli acquisti.

Poi, dal 2012, i miei superiori mi hanno assunta a tempo pieno nel dipartimento delle risorse umane e sono diventata referente salariale.

Quali sono i tuoi compiti principali?

Comunico con i lavoratori e con le aziende che elaborano le buste paga, nonché con le agenzie di lavoro interinale.

Controllo le buste paga, presto attenzione a scadenze e puntualità.

Sono 32 anni ormai che lavori presso l’azienda. Perché ti piace stare ancora qui?

Mi piace l’ambiente di lavoro e, sebbene i compiti siano spesso di routine, ci sono anche delle sfide.

In 30 anni, l’azienda è diventata parte della mia vita. I dipendenti sanno che possono contattarmi in qualunque momento e per qualunque questione e io cerco di aiutarli secondo le mie possibilità.

Puoi dirci qualcosa della tua vita privata e dei tuoi hobby, in modo da poterti conoscere meglio? Come riesci a conciliare lavoro e vita privata?

La nostra azienda sostiene le famiglie e i miei superiori mi hanno sempre aiutata con flessibilità quando le miei figlie erano piccole. Ormai sono adulte.

Amo andare in bicilcletta e, se ho tempo, fare delle gite. Mentre vado in bicicletta ho tempo di pensare, di ricaricarmi. Ho un cagnolino, ‘’ereditato’’ dalle mie fliglie, che è parte della famiglia.

Cosa consiglieresti ai nuovi colleghi per poter intraprendere una simile carriera di successo presso Trocellen?

Di essere entusiasti e di guardare al futuro con positività. Di essere se stessi e, cosa più importante, di imparare. Imparare anche dai vecchi colleghi, senza avere paura di condividere le proprie idee innovative.